I rischi in ambiente sanitario

La sicurezza in ospedale non può essere trascurata, è anzi fondamentale effettuare periodicamente una valutazione dei rischi che consenta di individuare tutte quelle situazioni, conoscitive e operative, che possono condurre o provocare fattori di rischio potenzialmente pericolosi per la salute e la sicurezza del personale, durante lo svolgimento delle mansioni lavorative.

Si tratta di una valutazione complessa che richiede per ogni posto di lavoro una serie di operazioni, sia successive che consecutive, che devono prevedere tre fattori principali:

  • l’identificazione delle sorgenti di rischio;
  • l’individuazione dei conseguenti rischi di esposizione;
  • e quanto è rischiosa l’esposizione.

Nelle strutture sanitarie, i rischi si distinguono in rischi fisici, chimici e biologici, difficilmente riscontrabili in altri settori.

Ambiente Sanitario: Rischi Fisici

In un ambiente sanitario i rischi da tenere in considerazione sono diversi e molteplici, tra quelli più significativi in cui un professionista può incorrere, ritroviamo i rischi fisici.

I rischi fisici possono essere causati da diversi fattori:

  • il rumore, diventato ormai uno dei problemi più importanti che spesso causa di sordità. Gli effetti dannosi che il rumore può causare sui dipendenti possono dipendere dalla forte intensità, dalla frequenza e dalla durata nel tempo dell’esposizione al rumore. Si tratta di effetti che possono essere distinti in:
    • effetti uditivi che incidono sull’organo uditivo causando ipoacusia;
    • effetti extra-uditivi che generano insonnia, perdita della concentrazione, irritabilità ecc..
  • le vibrazioni, prodotte da rapide oscillazioni di piccola ampiezza da cui è possibile distinguere due criteri di rischio: il primo riguarda le vibrazioni con bassa frequenza riscontrate spesso nei conducenti di veicoli; il secondo criterio è inerente alle vibrazioni con altra frequenza, molto frequenti nelle professioni che utilizzano strumenti e attrezzi manuali a percussione. Questi provocano effetti nocivi sulle articolazioni e determinano effetti di affaticamento psicofisico e problemi di circolazione.
  • il microclima, con questo sostantivo vengono definiti i parametri ambientali che influenzano gli scambi termici tra soggetto e ambiente negli spazi confinati che determinano il “benessere termico”, come per esempio la purezza dell’aria, la temperatura, l’umidità relativa, il livello di inquinamento e la velocità dell’aria. Il microclima è legato ad una serie di caratteristiche strutturali dell’edificio. Di conseguenza, nel caso in cui non fosse possibile attuare tutte o in parte le condizioni elencate è necessario ricorrere alla ventilazione e in casi eccezionali è indispensabile la ventilazione localizzata.
  • l’illuminazione, fa riferimento al grado di illuminazione che influisce sulla fatica visiva. È indispensabile soddisfare le specifiche esigenze degli operatori per garantire sicurezza e benessere. È sempre preferibile sfruttare la luce naturale, se questo non fosse possibile gli obiettivi da perseguire sono:
    • creare una piacevole alternanza di luminanze e colori che contribuisce sia al benessere degli operatori che alla riduzione dello stress;
    • illuminare correttamente gli spazi per  riuscire a percepire in modo chiaro gli oggetti;
    • e infine, predisporre di  ottime condizioni di sicurezza che garantiscono una facilità di movimento.
  • le radiazioni, uno dei maggiori rischi fisici a cui è esposto il settore sanitario. Si tratta di particelle e onde elettromagnetiche dotate di un potere altamente penetrante nella materia che permette di far saltare da un atomo all’altro gli elettroni che incontrano nel loro percorso. La costante esposizione può determinare gravissimi danni e portare alla morte.

Ambiente Sanitario: Rischi Chimici

Per rischio chimico si intende l’esposizione del personale sanitario a farmaci dannosi come medicinali antitumorali e inalazioni di polveri contaminate da sostanze chimiche. La manipolazione degli antibiotici di questo tipo può causare possibili effetti allergici, per questo è buona norma usare sempre dispositivi d protezione individuale, come l’uso dei guanti, ed evitare la dispersione ambientale di polveri, soluzioni e aerosol.

È necessario che queste operazioni di somministrazione e di preparazione dei farmaci vengano effettuate nel rispetto di determinate procedure, quali:

  • i suddetti materiali devono essere smaltiti tra i rifiuti speciali ospedalieri;
  • per quanto riguarda i farmaci in soluzione già pronta l’operatore deve assicurarsi che la fiala sia vuota e che sia rotta e avvolta con una garza, dopo la conseguente rottura il farmaco va aspirato e introdotto nel flacone;
  • al termine della procedura l’operatore deve etichettare il flacone con i dati del paziente, la tipologia di farmaco e il dosaggio;
  • al momento della somministrazione al malato, l’operatore deve prestare la massima attenzione ed evitare i contatti accidentali che potrebbero metterlo gravemente a rischio;
  • tutti i materiali e la biancheria utilizzata dai pazienti devono essere raccolti utilizzando i guanti e posti nei raccoglitori differenziati con chiusura ermetica.

Altri rischi chimici in cui gli operatori sanitari potrebbero incorrere riguardano:

  • detergenti e disinfettanti;
  • le sostanze chimiche;
  • i gas medicinali;
  • le macromolecole organiche allergizzanti, in particolare l’esposizione al lattice;
  • il fumo.

Si tratta di sostanze, materiali e farmaci con cui inevitabilmente gli operatori sanitari hanno a che fare, ma con le dovute accortezze e seguendo i protocolli si possono evitare, o perlomeno ridurre, i potenziali rischi che potrebbero causare danni irreparabili.

Ambiente Sanitario: Rischi Biologici

Il rischio biologico in ambiente sanitario è strettamente correlato all’attività dell’operatore sanitario in quanto prevede uno stretto contatto con i pazienti, possibili portatori di patologie infettive. Purtroppo la penetrazione dei microrganismi patogeni può avvenire tramite via muco-cutanea, via aerea, ematica e orale. Solitamente il rischio biologico si può distinguere in:

  • rischio cumulativo e quindi dipendente dalla possibilità di venire a contatto con agenti biologici patogeni durante il lavoro;
  • rischio infortunistico legato a situazioni accidentali.

In ogni caso è opportuno, nonché obbligatorio, seguire le precauzioni sanitari universali della struttura ospedaliera che prevedono di:

  • lavare le mani in modo accurato nel caso in cui ci fosse un accidentale contatto con sangue e/o liquidi biologici;
  • usare i guanti;
  • usare camici di protezione;
  • usare mascherine e occhiali protettivi;
  • bisturi e taglienti devono essere usati con cautela e buttati negli appositi contenitori
  • i campioni biologici vanno collocati e trasportati negli appositi contenitori

Ambiente Sanitario: Rischi trasversali o organizzativi

Accanto ai rischi fisici, chimici e biologici ci sono anche i rischi trasversali. Si tratta di infortuni che possono capitare sul lavoro e che rientrano negli agenti di rischio psico-sociale.

Tra questi ci sono:

  • il lavoro notturno;
  • il burnout;
  • le molestie;
  • lo stress psichico;
  • ma anche infortuni dovuti a scivolamento o mobilizzazione dei pazienti.

Sicuramente è necessario adottare le giuste precauzioni come nel caso dell’esecuzione della mobilizzazione dei pazienti è importante utilizzare manovre corrette e usare appropriati ausili meccanici o, nel caso di scivolamento, usare scarpe ben calzanti e con suola in gomma. Ma soprattutto necessaria e obbligatoria è la sottoscrizione di una polizza assicurativa che copra dai rischi e danni che possono purtroppo capitare in un ambiente delicato come quello sanitario.

Come definito dalla legge Gelli, gli operatori sanitari devono sottoscrivere un’assicurazione che li tuteli non solo dalle richieste di risarcimento proveniente dai pazienti ma anche dalla stessa struttura per la quale lavorano. In questo modo è possibile evitare situazioni che possono risultare spiacevoli e compromettere negativamente l’attività lavorativa del professionista.

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