Come impatta sugli agenti immobiliari la polizza rischi catastrofali

Dal 31 marzo 2025 entra ufficialmente in vigore l’obbligo, previsto dal Decreto Legge n. 145/2023 (convertito in Legge n. 191/2023), per tutte le imprese con sede legale in Italia di dotarsi di una copertura assicurativa contro eventi catastrofali naturali come terremoti, alluvioni e frane. Si tratta di un cambiamento rilevante non solo per le imprese, ma anche per chi lavora nel settore immobiliare, in particolare per gli agenti che operano con clientela business o investitori.

Perché è importante per un agente immobiliare?

Anche se l’obbligo riguarda direttamente le imprese, le sue implicazioni sono molto concrete anche per chi si occupa di intermediazione immobiliare. Sempre più spesso, infatti, gli agenti immobiliari si trovano a gestire:

  • Compravendite di immobili a uso produttivo o commerciale,

  • Clienti con Partita IVA che acquistano per attività professionali,

  • Locazioni di lungo periodo a società o ditte individuali.

La presenza (o l’assenza) di questa nuova copertura può influenzare le trattative, incidere sulla bancabilità dell’operazione, e persino rallentare la stipula del rogito.

Cosa dice la norma

Secondo la legge, tutte le imprese dovranno stipulare una polizza che garantisca copertura per danni a beni materiali direttamente causati da calamità naturali di origine catastrofale. L’obbligo si applica anche alle Partite IVA individuali con codice ATECO di impresa, e le compagnie assicurative avranno il compito di offrire prodotti standardizzati e accessibili, con condizioni uniformi e trasparenti.

La finalità è duplice: aumentare la resilienza del sistema produttivo italiano e ridurre la dipendenza da interventi pubblici post-emergenza.

Le implicazioni pratiche per l’agente immobiliare

Per gli agenti, questa novità può rappresentare sia una sfida, sia un’opportunità:

  1. Check delle coperture: diventa importante, durante le trattative, chiedere al cliente se è a conoscenza dell’obbligo e se ha già stipulato la copertura. Alcune banche inizieranno a richiederla come requisito per l’erogazione di mutui o leasing immobiliari;

  2. Argomento di consulenza: un agente preparato che segnala al cliente questa novità si distingue per competenza e valore aggiunto. Può diventare un punto di fiducia per imprenditori poco aggiornati o con poca esperienza immobiliare;

  3. Sinergie con il settore assicurativo: per gli agenti che già collaborano con compagnie o broker (nel rispetto delle regole IVASS), questa è l’occasione per rafforzare partnership e offrire soluzioni integrate al cliente.

Un nuovo criterio di valutazione immobiliare

Oltre all’atto assicurativo in sé, ci si aspetta che nei prossimi mesi l’obbligo influenzi anche i criteri di valutazione immobiliare. Immobili ubicati in zone a rischio sismico o idrogeologico potrebbero vedere variare il loro valore in base alla facilità (o difficoltà) di ottenere coperture assicurative a condizioni favorevoli.

In questo senso, gli agenti immobiliari dovranno essere in grado di:

  • Informare i clienti sull’influenza del rischio naturale sulla commerciabilità del bene,

  • Fornire indicazioni preliminari sui costi assicurativi da considerare nell’investimento,

  • Collaborare con tecnici per valutazioni più precise e consulenze mirate.

La novità introdotta nel 2025 rappresenta una vera e propria svolta culturale: il rischio catastrofale entra stabilmente nel perimetro delle valutazioni economiche e strategiche delle imprese. Gli agenti immobiliari, soprattutto quelli che lavorano con Partite IVA, possono trasformare questa novità in una leva professionale: informare, guidare e affiancare i propri clienti in questo nuovo scenario li renderà interlocutori sempre più autorevoli e richiesti.