Con i mesi estivi e le dichiarazioni dei redditi alle porte, è tempo di pensare anche al rinnovo dell’ISEE, l’indicatore chiave per accedere a bonus, sconti e prestazioni sociali agevolate. Ma se il valore calcolato risulta troppo alto per rientrare nei parametri previsti dalle agevolazioni, esistono modalità del tutto legittime per ridurre l’ISEE, ottimizzando reddito, patrimonio e composizione del nucleo familiare.
In questo articolo analizziamo nel dettaglio le strategie consentite dalla legge per abbassare l’ISEE nel 2025, sia per le famiglie che per gli studenti universitari, sfruttando gli strumenti messi a disposizione dalla normativa vigente.
- Perché è importante un ISEE più basso?
- Attenzione: abbassare l’ISEE sì, ma sempre in modo trasparente
- Conclusione: agire ora per risparmiare domani
Perché è importante un ISEE più basso?
Avere un ISEE contenuto significa poter accedere a una serie di agevolazioni economiche: dall’assegno unico universale ai bonus bollette, dai contributi per l’affitto agli sconti universitari, fino all’esenzione o riduzione dei ticket sanitari. Il valore dell’ISEE è calcolato sulla base di reddito, patrimonio e composizione del nucleo familiare, riferiti generalmente a due anni prima. Ma ci sono casi in cui è possibile aggiornare o correggere questi dati, ottenendo vantaggi immediati.
- Richiedere l’ISEE corrente: aggiornare i dati per riflettere la realtà
L’ISEE corrente è una variante “aggiornata” del classico indicatore. Si può richiedere quando la situazione reddituale o patrimoniale è peggiorata sensibilmente rispetto ai dati su cui si basa l’ISEE ordinario.
Può essere richiesto se:
- Si è verificata una perdita del lavoro o cessazione di un contratto a tempo determinato;
- Il reddito complessivo si è ridotto di almeno il 25%;
- Il patrimonio del nucleo è calato oltre il 20%.
Questo strumento consente di presentare una fotografia più fedele della condizione economica attuale, evitando di essere penalizzati per situazioni superate.
- Rimodulare il nucleo familiare: residenza e stato di famiglia
Uno dei metodi più utilizzati – e spesso sottovalutati – per abbassare legalmente l’ISEE è rivedere la composizione del nucleo familiare.
Due le opzioni più diffuse:
- Modificare lo stato di famiglia, separando anagraficamente soggetti che convivono ma non hanno legami di parentela o dipendenza economica (es. coinquilini);
- Spostare la residenza di uno o più familiari (soprattutto se hanno redditi o patrimoni consistenti) in un altro immobile, così da non farli rientrare nel nucleo ai fini ISEE.
È fondamentale, però, che il trasferimento sia reale e documentabile (residenza effettiva, bollette intestate, ecc.), altrimenti si rischiano sanzioni per dichiarazioni mendaci.
- Giacenza media e conti correnti: come incide il denaro in banca
L’ISEE tiene conto della giacenza media annuale dei conti correnti bancari e postali. Una strategia legale consiste nel cointestare un conto con una persona di fiducia che non appartiene al nucleo familiare: in tal caso, il saldo e la giacenza media vengono divisi in parti uguali.
Attenzione: questo metodo va valutato con cautela. Cointestare un conto implica responsabilità reciproca, quindi è necessario scegliere un cointestatario affidabile. In alternativa, è possibile ridurre temporaneamente i saldi a fine anno (senza eludere il fisco) per abbassare l’importo dichiarato.
- Proprietà immobiliari e investimenti: cosa conviene
Gli immobili contribuiscono in modo rilevante al patrimonio ISEE, ma esistono diverse opzioni per ridurne l’impatto:
- Donazione della nuda proprietà a favore di un familiare, mantenendo l’usufrutto: la nuda proprietà non è calcolata nel patrimonio del cedente;
- Escludere alcuni titoli di Stato e buoni fruttiferi: grazie alla Legge di Bilancio 2024, i risparmi investiti in BTP e altri titoli pubblici fino a 50.000 euro non rientrano nel calcolo ISEE.
Un’altra buona notizia è che anche assegno unico, NASpI e altri sussidi percepiti non vengono più conteggiati in molti casi.
- ISEE universitario: come può risparmiare uno studente
Gli studenti universitari possono ottenere un ISEE dedicato – detto ISEE Università o ISEE-U – che valuta se lo studente è fiscalmente indipendente dalla famiglia.
Per essere considerato autonomo serve:
- Residenza diversa da quella della famiglia da almeno due anni;
- Reddito da lavoro dipendente o autonomo superiore a circa 8.000 euro annui, per almeno due anni.
Soddisfatti questi requisiti, il calcolo ISEE sarà effettuato esclusivamente sulla base del reddito dello studente, non di quello dei genitori.
Attenzione: abbassare l’ISEE sì, ma sempre in modo trasparente
Tutti i metodi elencati sono assolutamente legali, ma è fondamentale non omettere informazioni né falsificare dati patrimoniali o reddituali. Le sanzioni, in caso di dichiarazioni mendaci, possono arrivare fino a tre volte l’importo delle agevolazioni indebitamente ricevute, oltre a eventuali procedimenti penali.
Conclusione: agire ora per risparmiare domani
Prepararsi per tempo al rinnovo ISEE 2025 significa valutare la propria situazione economica e familiare in modo strategico, ma etico. Richiedere l’ISEE corrente, rivedere la composizione del nucleo familiare o utilizzare strumenti di risparmio fiscalmente vantaggiosi sono solo alcuni dei modi per massimizzare le opportunità sociali ed economiche offerte dallo Stato.
In caso di dubbi o perplessità è sempre bene affidarsi a un consulente fiscale o a un CAF per presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) e costruire la tua strategia personalizzata.