EPBD 2026 per architetti e progettisti: nasce lo “specialista renovation passport”

Entro 31 dicembre 2025 ogni Paese UE deve consegnare alla Commissione la bozza del Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici; entro 29 maggio 2026 dovrà recepire la direttiva e attivare uno schema nazionale di renovation passport. In parallelo, i MEPS per il non residenziale chiedono di portare fuori dalla fascia peggiore il 16% degli edifici entro 2030 e il 26% entro 2033. Questo crea una nuova domanda professionale: lo “specialista renovation passport”, figura ponte tra diagnosi energetica, progetto a tappe e gestione delle evidenze per incentivi, bandi e compliance.

Che cos’è l’EPBD

La EPBD (Energy Performance of Buildings Directive, Direttiva (UE) 2024/1275) è il quadro europeo che guida la decarbonizzazione del parco immobiliare entro il 2050: è entrata in vigore il 28 maggio 2024 e va recepita negli ordinamenti nazionali entro il 29 maggio 2026. Tra le novità: passaporto di ristrutturazione (renovation passport), rafforzamento degli EPC (attestati di prestazione energetica), MEPS per gli edifici non residenziali e piani nazionali di ristrutturazione con traiettorie 2030–2040–2050.

Cosa fa e dove si applica il renovation passport

Il renovation passport è un documento digitale che fornisce al proprietario una roadmap di ristrutturazione per fasi, con priorità tecniche ed economiche per arrivare, in uno o più step, a edifici a emissioni quasi/zero. La EPBD chiede agli Stati membri di istituire uno schema nazionale del passaporto (quadro comune nell’Allegato VIII) entro il 29 maggio 2026 e di integrarlo con gli strumenti esistenti (EPC, controlli di qualità).

Il passaporto è volontario per l’utente finale, ma diventa de facto abilitante per accedere a programmi e finanziamenti che premiano le ristrutturazioni profonde e pianificate. Per il mercato italiano questo significa un formato omogeneo—emissioni/consumi baseline, scenari di intervento, costi e tempi—riconosciuto su tutto il territorio.

Timeline 2025–2026: piani nazionali, meps e opportunità per i progettisti

Entro 31 dicembre 2025 ogni Stato presenta la bozza del Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici; la Commissione la valuta in sei mesi e gli Stati depositano il piano finale entro 31 dicembre 2026. In parallelo, entro 29 maggio 2026 dovranno anche fissare la traiettoria nazionale di rinnovamento del residenziale e varare lo schema di renovation passport.

Per il non residenziale, la EPBD introduce MEPS: ciascun Paese definisce le soglie che identificano il 16% e il 26% peggiore del parco (riferimento 2020) e impone il miglioramento entro 2030/2033. Questo calendario spinge committenti pubblici e privati a chiedere piani a tappe già nel 2026, aprendo spazi a team di architetti, ingegneri ed energy manager con competenze specifiche sul passaporto.

Deliverable dello “specialista renovation passport”

Il valore della nuova figura sta nella capacità di tenere insieme tecnica, tempi ed evidenze:

  • Baseline ed EPC “utili al progetto”: lo specialista allinea l’EPC alle esigenze del passaporto (dati misurati quando disponibili, impianti, involucro, comfort) e lo rende la base probatoria su cui costruire gli step. Le linee tecniche 2024–2025 suggeriscono di integrare EPC e passaporto per ridurre costi e ridondanze;
  • Roadmap a tappe con scenari comparati: ogni fase indica interventi, risparmi attesi, costi, tempi e interdipendenze (es. facciate e serramenti prima di generazione), con verifica ex ante degli obiettivi nazionali/MEPS e dei requisiti per bandi e incentivi;
  • Piano di cantiere “compatibile con l’attività”: per uffici, retail e scuole la continuità operativa è decisiva: lo specialista propone fasi compatte, lavorazioni off-site e soluzioni di retrofit che minimizzano fermo e impatti sugli occupanti;
  • Evidence pack e controllo qualità: il passaporto non è solo un pdf: contiene registri di materiali/impianti, foto e test post-intervento, misure in esercizio (dove previste), e un log per gli step successivi; ciò agevola audit, finanziatori e futura rivendita. Le guide 2025 insistono sulla qualità indipendente del passaporto e sulla sua integrazione con i sistemi nazionali.

Sul piano contrattuale, nei preventivi/SOW conviene specificare: ambito (passaporto ≠ direzione lavori), ipotesi e fonti dei dati (misurati vs stimati), criteri di successo (target energetici e comfort), obblighi di aggiornamento post-intervento e riuso del documento per bandi/finanziamenti. Queste clausole, insieme all’evidence pack, rendono il servizio difendibile nelle fasi autorizzative e verso i finanziatori.

Il biennio 2025–2026 è la finestra per costruire una nuova offerta professionale: passaporti di ristrutturazione robusti, riutilizzabili e misurabili. Con i Piani nazionali in arrivo e i MEPS alle porte, chi saprà coniugare progetto, tempistiche di cantiere ed evidenze diventerà il partner naturale di PA, property e imprese.