Nel 2026 prende forma una figura sempre più importante tra revisione, consulenza e reporting: il Sustainability Assurance Specialist. Parliamo del professionista che aiuta aziende e team finance a raccogliere evidenze, verificare controlli e rendere credibili e verificabili i dati ESG. Il tema è attuale perché il quadro europeo sulla rendicontazione di sostenibilità sta cambiando ancora: la nuova direttiva UE del 2026 ha alleggerito e rinviato parte del calendario per alcune imprese, ma ha confermato che la Commissione dovrà adottare entro il 1° ottobre 2026 gli standard di limited assurance sulla rendicontazione di sostenibilità. Per chi lavora in revisione, consulenza o compliance, questo è il momento di prepararsi.
- Chi è il Sustainability Assurance Specialist e perché serve nel 2026
- Limited Assurance ESG: cosa significa davvero e quali prove servono
- Come cambiano il lavoro di revisori, consulenti e team finance
- Angolo Lokky: come proteggersi da contenziosi e incidenti
Chi è il sustainability assurance specialist e perché serve nel 2026
Il Sustainability Assurance Specialist è il professionista che si colloca tra la rendicontazione ESG e il mondo dell’assurance. Non redige soltanto il report, ma verifica che i numeri e le informazioni non finanziarie abbiano basi solide, processi documentati e controlli interni credibili. Nel 2026 questa figura serve perché le imprese non possono più limitarsi a “raccontare” la sostenibilità: devono essere in grado di dimostrarla, con evidenze, procedure e tracciabilità.
Per chiarire il concetto senza gergo: fare assurance non significa certificare che l’azienda sia “virtuosa”, ma verificare che i dati pubblicati — emissioni, consumi, indicatori sociali, governance — siano raccolti e presentati con un livello di affidabilità adeguato. È un lavoro che assomiglia alla revisione, ma applicato a informazioni ESG che spesso sono più disperse, meno mature e meno standardizzate dei dati finanziari.
Limited Assurance ESG: cosa significa davvero e quali prove servono
Nel 2026 la parola chiave è limited assurance. Non è una revisione totale e profonda come quella, per esempio, che si associa al bilancio in senso tradizionale; è un livello di assurance più contenuto, ma comunque strutturato, che richiede procedure, test e raccolta di evidenze. La normativa europea continua a indicare il 1° ottobre 2026 come data entro cui la Commissione dovrà adottare gli standard relativi a questa assurance limitata. Fino ad allora, il lavoro dei professionisti si regge anche su linee guida non vincolanti e prassi tecniche che aiutano a colmare il divario operativo.
In concreto, le prove richieste possono includere tracciabilità dei KPI, coerenza tra fonti e reporting, test sui controlli interni, verifiche documentali su dati ambientali e sociali, e valutazioni sulla metodologia usata. Detto più semplicemente: non basta avere un file Excel con qualche numero ESG. Bisogna poter spiegare da dove arrivano quei numeri, chi li ha prodotti, con quale metodo e con quali controlli.
Come cambiano il lavoro di revisori, consulenti e team finance
Per revisori, consulenti e professionisti contabili il 2026 segna un cambio di prospettiva. Il lavoro non è più solo contabile o narrativo: diventa sempre più ibrido. Servono competenze su processi, raccolta dati, controlli interni, materialità e dialogo con funzioni non finanziarie come HR, operations, procurement ed energy management. Questo cambia anche il modo in cui si lavora con il cliente: più data room, più verifiche documentali, più confronto sulle fonti e sulle metodologie.
Per un professionista, il valore sta nel saper costruire un ponte tra numeri ESG e affidabilità del processo. In pratica, chi si prepara ora potrà offrire non solo supporto al reporting, ma un servizio molto più strategico: aiutare l’azienda a rendere il proprio racconto ESG difendibile, verificabile e meno esposto a rilievi futuri.
Angolo Lokky: come proteggersi da contenziosi e incidenti
Quando un professionista entra nell’assurance ESG, cresce anche la sua esposizione. Una RC Professionale è la base per proteggersi da errori, omissioni nelle evidenze o rilievi sulla qualità del lavoro svolto. La Tutela legale è utile in caso di contestazioni su indipendenza, procedure adottate, rilievi mossi al cliente o richieste di chiarimento da parte di autorità e stakeholder. Una copertura Cyber Risk completa il quadro, perché l’assurance ESG si fonda sempre più su data room, file condivisi, KPI ambientali e sociali, documenti sensibili e sistemi digitali di reporting.
Nel 2026 il Sustainability Assurance Specialist si afferma come una figura chiave nel nuovo ecosistema ESG. Chi lavora in revisione, consulenza o reporting e si prepara ora agli standard di limited assurance potrà occupare uno spazio professionale ad alto valore. Con il supporto delle soluzioni Lokky, anche questa evoluzione può essere affrontata con più sicurezza, sia sul piano tecnico sia su quello del rischio professionale.