Nel 2026 l’influencer marketing diventa un processo regolato: in Italia l’AGCOM ha approvato Linee guida e Codice di condotta per gli influencer (luglio 2025), mentre a livello UE il Digital Services Act (DSA) impone trasparenza pubblicitaria e archivi degli annunci per le piattaforme maggiori, con le prime azioni sanzionatorie già avviate. Per brand, agenzie e creator significa standardizzare etichette, contratti e log delle campagne.
- Cosa chiedono AGCOM e DSA: riconoscibilità e tracciabilità
- Operatività 2026: label, briefing e contratti con i creator
- Audit e repository: log delle adv e gestione reclami
Cosa chiedono AGCOM e DSA: riconoscibilità e tracciabilità
Le Linee guida AGCOM e il relativo Codice di condotta fissano per gli influencer obblighi di riconoscibilità immediata della comunicazione commerciale, tutele rafforzate per i minori, responsabilità editoriale dei contenuti e coerenza con il Testo Unico dei servizi di media audiovisivi. La delibera 197/25/CONS chiude il percorso avviato nel 2024 e rende operative regole e perimetro soggettivo.
Il DSA chiede a tutte le piattaforme di rendere chiaro chi paga l’annuncio e perché l’utente lo vede; per le VLOP/VLOSE introduce l’archivio pubblico degli ads. L’enforcement è concreto: nel 2025 la Commissione ha contestato carenze a più piattaforme sugli ad repository e sulla trasparenza, segnalando che l’adempimento è verificato e sanzionabile.
Operatività 2026: label, briefing e contratti con i creator
Label standard e riconoscibilità: nei contenuti sponsorizzati usa etichette frontali e inequivocabili (“Pubblicità”, “Adv”, “Collaborazione”) fin dal primo frame o nelle prime righe della caption; evita hashtag ambigui. Le prassi IAP (Digital Chart) restano riferimento per soluzioni grafiche e wording.
Briefing e review: fornisci ai creator claim approvati e claim vietati (salute, ambientali, promesse di risultato), e prevedi approvazione preventiva dei contenuti prima della pubblicazione.
Contratti: inserisci clausole su:
- obbligo di etichettatura conforme (con diritto di take-down/correzione a carico del creator in caso di non conformità);
- tutela minori e categorie sensibili;
- accesso ai log (ID post, timestamp, creativi, targeting quando disponibile) e conservazione delle evidenze per X mesi;
- responsabilità e indennizzi in caso di violazioni AGCOM/IAP o policy della piattaforma/DSA;
Esempio pratico – lancio capsule beauty: nel contratto inserisci “etichetta Pubblicità nei primi 2s del video e nelle prime 3 righe di caption”, obbligo di consegna screenshot al momento della pubblicazione e finestra di correzione entro 2 ore se l’etichetta manca o è poco visibile. (Riferimenti: AGCOM + Digital Chart).
Audit e repository: log delle ADV e gestione reclami
Repository interno: crea un archivio con ID contenuto, creativi, testi/label, budget, date/ora di pubblicazione, targeting (se disponibile) e screenshot; collega il repository al calendario campagne per tracciarne le modifiche.
Piattaforme e DSA: per VLOP/VLOSE, l’ad repository pubblico è consultabile: allinea le schede interne a quanto risulta a registro (mittente, inserzionista, targeting) e segnala incongruenze al partner media. Nel 2025 le “non conformità” sugli archivi hanno già portato contestazioni: monitorare i registri riduce il rischio di sorprese in audit.
Reclami e take-down: predisponi un canale reclami (consumatori/autorità/piattaforme) con SLA di risposta, un runbook per rettifiche e rimozioni, e messaggi standard per spiegare motivo del label e della modifica.
Esempio operativo – un post senza label su piattaforma X genera segnalazioni: il team apre ticket, applica label corretta, aggiorna repository e invia risposta standard. Se l’archivio pubblico della piattaforma mostra informazioni incomplete, documenta lo scarto e richiedi rettifica.
In pratica: nomina un Influencer Compliance Lead, aggiorna template contrattuali, definisci label standard per formato/piattaforma e mantieni un repository a prova di audit.