Da settembre 2025 il Data Act entra pienamente in applicazione nell’UE e cambia le regole d’ingaggio per chi usa o fornisce prodotti connessi (macchinari, veicoli, dispositivi IoT) e servizi cloud: l’utente professionale ottiene nuovi diritti di accesso e condivisione dei dati, mentre i fornitori devono adeguare contratti e processi di portabilità/switching. Per Partite IVA e micro-imprese è l’occasione per recuperare controllo sui propri dati e negoziare meglio.
- Chi è coinvolto e quali dati si sbloccano
- Clausole chiave da rivedere (e rischi operativi)
- Come proteggersi con Lokky (coperture e checklist)
Chi è coinvolto e quali dati si sbloccano
Il Regolamento (UE) 2023/2854 (“Data Act”) si applica dal 12 settembre 2025 (con eccezioni limitate) e introduce diritti per utenti e imprese che utilizzano prodotti connessi e servizi correlati: i dati generati dall’uso devono essere accessibili all’utente e, su richiesta, condivisibili con terzi a condizioni FRAND (eque, ragionevoli, non discriminatorie). Obiettivo: ridurre lock-in e asimmetrie contrattuali.
Per le Partite IVA tipiche (officina che usa diagnostica connessa, laboratorio con sensoristica, agricoltore con macchine smart) questo significa poter estrarre log, telemetrie e report dall’apparecchiatura o dal portale del fornitore, anche per cambiare assistenza o incrociare i dati con altri servizi.
Clausole chiave da rivedere (e rischi operativi)
- Portabilità e switching cloud: i contratti devono permettere migrazione e interoperabilità dei dati/servizi; sono previsti obblighi specifici per agevolare lo switch tra provider (riduzione ostacoli tecnici e contrattuali). Attenzione a tempi, formati e responsabilità durante il passaggio;
- Uso dei dati e segreti commerciali: l’accesso non deve esporre segreti industriali; i fornitori possono applicare cautele ragionevoli (es. NDA), ma non negare tout court l’accesso. Verificate i limiti d’uso dei dati verso terzi;
- Termini “sbilanciati” verso micro/PMI: il Data Act interviene sulle clausole abusive nei contratti B2B con micro e piccole imprese; rinegoziate le condizioni standard che impediscono accesso/portabilità o scaricano responsabilità ingiustificate.
Esempio pratico
Un artigiano con compressore connesso chiede all’assistenza A i dati di performance degli ultimi 12 mesi per passare al fornitore B: il produttore deve fornire i dati in formato utilizzabile; il contratto cloud deve consentire export e chiusura servizio senza penali bloccanti.
Come proteggersi con Lokky (coperture e checklist)
Coperture consigliate
- Cyber risk: incident response, forensics, ripristino dati/sistemi e business interruption in caso di indisponibilità durante export/switch, o violazione dei dati estratti dagli asset connessi;
- Tutela legale: supporto in controversie contrattuali (dispute su tempi/formati di consegna dati, limitazioni d’uso, responsabilità in fase di migrazione).
Checklist operativa
- Mappa dati: quali prodotti connessi usi? quali dataset generano? dove sono conservati?
- Contratti: verifica clausole su accesso, portabilità, subfornitura, responsabilità e tempi di migrazione.
- Processo di richiesta dati: definisci canale, formati, frequenza; se offri servizi, predisponi procedure standard di consegna.
- Sicurezza: MFA su portali/app dei dispositivi, policy per i dati esportati e backup separato.
- Polizze Lokky: calibra massimali/sublimiti su BI e responsabilità professionale in base a volumi dati e dipendenza dal cloud.
Il Data Act restituisce alle Partite IVA potere contrattuale e diritti concreti sui dati generati dagli strumenti di lavoro. Con contratti aggiornati e coperture Lokky (cyber e tutela legale) l’impresa riduce i rischi di lock-in, contenziosi e fermo operativo, trasformando i dati in un vantaggio competitivo.