A quasi un anno dall’approvazione della Delibera 197/25/CONS, il Registro degli influencer istituito da AGCOM è entrato nella sua fase operativa. Se alla fine del 2025 il dibattito era concentrato soprattutto sulle nuove regole e sulle possibili conseguenze per il settore, oggi è possibile fare un primo bilancio concreto e capire quali effetti abbia avuto la normativa sia per i creator professionali sia per le aziende che collaborano con loro.
- Dal progetto alla realtà: il Registro è diventato operativo
- Chi deve iscriversi oggi
- Cosa è cambiato davvero nella pratica per gli influencer
- Le aziende sono coinvolte più di quanto sembri
- Più trasparenza, ma nessuna rivoluzione del mercato
- Il quadro delle sanzioni resta un elemento centrale
- Conclusioni
Dal progetto alla realtà: il Registro è diventato operativo
L’istituzione del Registro degli influencer rappresenta il punto di arrivo di un percorso normativo avviato da AGCOM nel 2024 con le prime Linee guida dedicate ai creator digitali e consolidato nel 2025 con l’approvazione del Codice di condotta e delle nuove disposizioni operative.
L’Autorità ha inoltre pubblicato nel marzo 2026 un quadro di FAQ e indicazioni applicative che hanno chiarito diversi aspetti interpretativi emersi nei mesi successivi all’entrata in vigore delle regole.
In altre parole, non siamo più nella fase delle consultazioni o delle ipotesi regolatorie: il sistema è oggi pienamente attivo e sottoposto alla vigilanza dell’Autorità.
Chi deve iscriversi oggi
Le soglie individuate da AGCOM sono rimaste sostanzialmente invariate rispetto a quanto previsto dalla Delibera 197/25/CONS.
L’iscrizione è obbligatoria per chi:
- svolge attività professionale di creazione e diffusione di contenuti;
- riceve un corrispettivo economico o altre utilità, compresi prodotti e servizi;
- raggiunge almeno 500.000 follower su una piattaforma;
- oppure registra almeno 1 milione di visualizzazioni medie mensili nei sei mesi precedenti.
La scadenza iniziale per l’iscrizione era fissata al 5 febbraio 2026, sei mesi dopo la pubblicazione della delibera. AGCOM ha inoltre chiarito che l’obbligo permane anche per chi supera successivamente le soglie previste e che la mancata iscrizione non esonera comunque dal rispetto delle regole applicabili agli influencer rilevanti.
Cosa è cambiato davvero nella pratica per gli influencer
Dal punto di vista operativo, il cambiamento più evidente non riguarda l’iscrizione in sé, ma la maggiore formalizzazione delle attività di influencer marketing.
I creator interessati hanno dovuto strutturare maggiormente i propri processi, adottando procedure più rigorose per:
- identificare chiaramente i contenuti sponsorizzati;
- documentare le collaborazioni commerciali;
- gestire in modo trasparente omaggi, product placement e forniture gratuite;
- prestare maggiore attenzione ai contenuti rivolti ai minori;
- dichiarare correttamente l’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale quando rilevante.
Per molti professionisti già strutturati il cambiamento è stato relativamente limitato, poiché gran parte delle best practice erano già diffuse nel mercato. L’impatto maggiore si è registrato invece tra creator indipendenti e freelance che, pur operando come singoli professionisti, hanno dovuto adeguarsi a standard più vicini a quelli richiesti agli operatori media.
Le aziende sono coinvolte più di quanto sembri
Uno degli aspetti meno discussi inizialmente riguarda il ruolo delle imprese.
Formalmente gli obblighi di iscrizione ricadono sugli influencer, ma nella pratica molte aziende hanno rivisto i propri processi interni per ridurre il rischio reputazionale e normativo derivante dalle collaborazioni.
In particolare, brand, agenzie e uffici marketing hanno iniziato a:
- verificare preventivamente la posizione degli influencer coinvolti nelle campagne;
- inserire clausole contrattuali più dettagliate sulla trasparenza pubblicitaria;
- richiedere il rispetto delle Linee guida AGCOM e del Codice di condotta;
- definire procedure di approvazione dei contenuti sponsorizzati;
- monitorare maggiormente le campagne rivolte ai minori o relative a settori sensibili.
Di fatto, pur non essendo destinatarie dirette dell’obbligo di iscrizione, molte aziende hanno dovuto rafforzare le attività di compliance legate all’influencer marketing.
Più trasparenza, ma nessuna rivoluzione del mercato
Contrariamente ad alcune previsioni formulate nei mesi precedenti all’entrata in vigore del Registro, il mercato non ha subito una trasformazione radicale.
Non si è verificata una riduzione significativa delle collaborazioni commerciali né un ridimensionamento dell’influencer marketing come canale pubblicitario.
L’effetto principale è stato piuttosto un aumento della trasparenza e della responsabilizzazione degli operatori più rilevanti, con una maggiore attenzione alla corretta identificazione dei contenuti pubblicitari e alla tutela degli utenti.
Per i creator professionali il Registro ha rappresentato soprattutto un passaggio verso una maggiore istituzionalizzazione della professione, mentre per le aziende ha accelerato l’adozione di procedure di controllo che in molti casi erano già presenti, ma non sempre formalizzate.
Il quadro delle sanzioni resta un elemento centrale
AGCOM ha confermato la possibilità di intervenire con attività di monitoraggio, richieste di adeguamento, diffide e sanzioni nei confronti dei soggetti che violano le disposizioni previste dalle Linee guida e dal Codice di condotta.
Particolare attenzione continua a essere riservata a:
- pubblicità occulta;
- comunicazioni commerciali ingannevoli;
- tutela dei minori;
- contenuti discriminatori o lesivi della dignità della persona;
- promozione di categorie merceologiche soggette a specifici divieti normativi.
Conclusioni
A metà 2026 il Registro degli influencer non ha rivoluzionato il settore, ma ha contribuito a renderlo più maturo e strutturato.
L’impatto più significativo non è stato tanto burocratico quanto organizzativo: influencer, agenzie e aziende hanno dovuto adottare procedure più rigorose per garantire trasparenza, tracciabilità e conformità normativa.
Per i creator professionali si tratta ormai di un requisito operativo da integrare nella gestione ordinaria dell’attività. Per le aziende, invece, il Registro rappresenta un ulteriore elemento di verifica all’interno delle strategie di influencer marketing, con l’obiettivo di ridurre rischi reputazionali e assicurare una comunicazione commerciale sempre più chiara e riconoscibile per gli utenti.